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"MATRICOLA N. 20478. Il Carcere che si prende la vita" di Maria Grazia Greco, Edizioni Sensibile alle Foglie

Intervista a Maria Grazia Greco, autrice di "MATRICOLA N. 20478. Il Carcere che si prende la vita"  Edizioni Sensibili alle Foglie.

Questo libro propone una scrittura sperimentale che denuncia la situazione vergognosa dell’istituzione carceraria italiana in quanto realtà indegna di un Paese civile e di uno Stato di diritto, deprecata e sanzionata perfino a livello internazionale.
La narrazione poetica dell’istituzionalizzazione, che comincia con i rituali d’ingresso nel penitenziario, mostra con grande efficacia la riduzione della persona a cosa, a numero. “Non più Francesco”, bensì “Matricola n. 20478”. Non si muore, in carcere, soltanto per suicidio, per incuria o peggio. Si muore ogni giorno, in quelle 22 ore passate chiusi in cella: il carcere si prende la vita dei reclusi, negando loro la dignità e i diritti umani fondamentali. Negando quella opportunità di cambiamento e reinserimento che la Costituzione prevede per i detenuti. E umiliando non soltanto loro, ma anche gli operatori carcerari e la società stessa, ridotta a complice indifferente della disumanizzazione in atto.

Maria Grazia Greco è nata a Roma nel 1954. Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, si occupa di ricerca letteraria e storiografica, si interessa alle tematiche dell’emarginazione e del disagio sociale, svolge attività di impegno civile con il GLR di Roma e con l’Associazione Antigone. Ha pubblicato opere di narrativa e di saggistica. Ha lavorato come docente a Rebibbia nell’anno scolastico 2009-2010 nei reparti G12-Alta Sicurezza e G9.

Mondolibro. Il valore della Scrittura... la scrittura come Valore... di Maria Grazia Greco.

"MATRICOLA N. 20478. Il Carcere che si prende la vita" di Maria Grazia Greco, Edizioni Sensibile alle Foglie

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